NextRedOS: una distribuzione Linux italiana per riprendersi il controllo della tecnologia
Dalla sicurezza informatica alla domotica domestica: NextRedOS è un progetto indipendente che mette al centro la sovranità digitale, la privacy e il controllo dei propri dispositivi. Abbiamo intervistato il suo sviluppatore per capire come è nato, quali obiettivi si pone e perché un sistema operativo può diventare uno strumento concreto di indipendenza tecnologica.
La sovranità digitale comincia dal proprio computer
Chi controlla la tecnologia che utilizziamo ogni giorno? È una domanda che riguarda sempre più da vicino la nostra vita quotidiana. I sistemi operativi, i servizi cloud, le piattaforme social e gli strumenti di intelligenza artificiale sono spesso nelle mani di poche grandi aziende, che possono determinare le condizioni di accesso ai servizi e le modalità di gestione dei nostri dati. Parlare di sovranità digitale europea significa anche cercare alternative concrete, basate su software libero, infrastrutture indipendenti e tecnologie che le persone possano comprendere, controllare e utilizzare senza dipendere necessariamente da fornitori esterni.
In questo contesto si inserisce NextRedOS, una distribuzione Linux italiana basata su Debian, nata da un'esigenza personale e cresciuta fino a proporsi come sistema operativo per chi mette al primo posto sicurezza, privacy e indipendenza digitale. Il progetto si distingue per un'attenzione particolare all'hardening del sistema, cioè all'insieme delle misure che permettono di ridurre le vulnerabilità e rafforzare la sicurezza, e per la presenza di strumenti dedicati alla protezione della navigazione, alla produttività e alla gestione della domotica. Tra questi spicca Home Assistant, pensato per gestire dispositivi e automazioni domestiche mantenendo il controllo sull'infrastruttura.
NextRedOS guarda inoltre al Fediverso, la rete decentralizzata di social network e servizi interconnessi, includendo strumenti per accedervi fin dal primo avvio. Ma non si tratta soltanto di una questione tecnica. Dietro il progetto c'è una visione precisa: l'indipendenza digitale non deve essere uno slogan, ma una possibilità concreta alla portata di tutti.
Abbiamo intervistato il suo sviluppatore per approfondire le origini della distribuzione, le sue caratteristiche, gli obiettivi futuri e il ruolo che il software libero può avere nella costruzione di un ecosistema tecnologico più autonomo.

L'intervista a NextRedOS
1. Come e perché è nato il progetto NextRedOS?
Circa un paio di anni fa ho lanciato il progetto NextRed. Era un momento di svolta della mia vita. Dopo anni di profilo istituzionale ho deciso di tornare nell'underground. Il logo è un chiaro segno distintivo.
Il nome NextRed è breve e incisivo. L'ho creato pensando al futuro e all'indipendenza, al di là dei partiti politici, l'indipendenza culturale, in un mondo che guarda avanti. La mia idea è sempre stata guardare avanti, ma con etica. Non rifiutare il futuro, ma interpretarlo criticamente. NextRedOS prende il nome da questa idea, ma è nato da un'esigenza molto concreta e personale: avevo bisogno di un sistema operativo sicuro da installare su un computer di casa che facesse da server per la domotica. Quando decidi che un computer sarà il cervello della tua casa e avrà accesso a telecamere, sensori e automazioni, il sistema che le governa diventa infrastruttura critica, tutto deve essere sotto il tuo controllo e non trovando esattamente ciò che cercavo, ho fatto quello che chiunque, con una discreta base informatica avrebbe fatto: l'ho costruito partendo da quello che considero la distro Linux per eccellenza: Debian.
Sono dunque l'unico a portare avanti questo progetto. Ma comunque pubblico tutto online per trasparenza. Ovvio che sarebbe bello avere un team con cui confrontarsi. Ma chi lo sa, forse in futuro, una volta che NextredOS ha dimostrato di essere stabile ed affidabile avrà un team e una community molto affiatata. Nel frattempo su mastodon.uno pubblico aggiornamenti e ho ricevuto commenti, suggerimenti e segnalazioni. La mia community ora è lì!
2. Qual è l'utente ideale di NextRedOS?
L'utente ideale è chiunque abbia un computer destinato a un ruolo importante e voglia che quel computer sia sicuro e sotto controllo. Un PC che fa da server domestico è l'esempio perfetto, NextRed è nato esattamente per questo na non si può più limitare meramente a tutto ciò. Con i suggerimenti ricevuti è diventato qualcosa di più grande per l'uso quotidiano, un sistema hardened per tutti coloro che sono attenti alla Sicurezza.
La distribuzione si presta bene anche ad altri scenari: famiglie che vogliono un sistema affidabile per l'uso quotidiano, associazioni e piccole realtà con budget limitati, scuole e magari un giorno spero che la stabilità e la maturità del sistema possano entrare nelle pubbliche amministrazioni, quelle messe peggio sul lato cybersecurity. Il filo conduttore è avere il controllo sul proprio sistema, mantenerlo corazzato e mirare sempre ad una indipendenza digitale.
3. Quali sono i software principali inclusi nella distribuzione?
NextRed parte da una base Debian stabile e curata, ma la scelta del software riflette la filosofia del progetto. Trovate LibreWolf e Vivaldi tra i browser configurati con impostazioni orientate alla privacy insieme a una suite completa per la navigazione anonima che include Tor e torbrowser-launcher attivi di default. Il software più significativo di questa versione è Home Assistant, preinstallato e pronto all'uso (lo stesso terminale vi dirà qualche comando inserire per fare partire installazione e settaggio): collegate le vostre telecamere, i sensori e le automazioni, e la vostra casa intelligente gira su un sistema che controllate voi, non su un cloud di terzi. Ci sono strumenti di monitoraggio rete, e soprattutto strumenti di Hardening di sistema. Per fare esempi in generale troviamo SELinux, USB Guard, oltre e VPN (Proton) e VPN Mesh (Netbird), due suite di produzione: Libreoffice e Onlyoffice, c'è podman e molto altro.
È probabile che per alleggerire l'installazione, un domani alcuni pacchetti verranno rimossi seguendo i consigli e i suggerimenti della community. Sono inclusi anche strumenti per accedere al Fediverso già pronti fin dal primo avvio, perché dal fediverso questa distro è nata e ovviamente è li che mira.
4. Perché oggi è importante parlare di sovranità digitale e software libero?
Perché la dipendenza tecnologica è diventata una forma di dipendenza politica ed economica. Lo vediamo tutti i giorni cosa sta succedendo in questo momento di incertezza e rivoluzione tecnologica. Chi possiede queste tecnologie sta sbilanciando gli equilibri, chi controlla i sistemi operativi, i servizi cloud, le piattaforme di comunicazione e da ora anche le AI, controlla in gran parte i nostri dati e parte delle nostre vite. I sistemi di domotica proprietari che inviano dati su chissà quali server sanno tutto di te. Sanno a che ora esci e imposti l'allarme, sanno a che temperatura gradisci che il tuo condizionatore si accenda, a che ora vai a dormire e tutti i tuoi impegni. È secondo me spaventoso. Bisogna allontanarsi da tutto questo. Gradualmente per carità, ma bisogna farlo. Per questo ho creato questo sistema e l'ho messo a disposizione di tutti. Un sistema libero con Home Assistant integrato, che gira su hardware tuo e in casa tua, significa che quei dati restano tuoi. Il software libero è questo: la possibilità concreta di decidere chi accede a cosa, invece di delegarla a chi ha interessi commerciali sui nostri comportamenti.
E attenzione indipendenza digitale non significa suprematismo nazionalistico. Significa valutare le valide alternative e considerarle alla pari di software proprietari. In Europa siamo bravissimi a fare software libero. E spesso non lo consideriamo neppure.
5. Perché secondo voi il Fediverso rappresenta un'alternativa interessante ai social commerciali?
Il Fediverso ribalta e rivoluziona il modello dei social commerciali su tre punti fondamentali. Primo: non ci sono algoritmi che decidono cosa devi vedere per massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma; la tua timeline è tua. Significa che talvolta può sembrare meno interessante. Questo però è il prezzo della libertà. Secondo: le piattaforme sono decentralizzate, quindi nessuna singola entità ha il monopolio della tua vita sociale online. Terzo: la comunità è diversa, più sana e più autentica, perché non c'è la corsa all'engagement. Il fatto che proprio NextRed pubblica questo progetto sui canali del Fediverso e include strumenti federati preinstallati nel sistema dice molto: si pratica quello che si predica. Non perché non si vuole crescere, ma perché si cresce in modo strutturato con la filosofia che si segue. So che sembra un concerto astratto, ma è quello che io chiamo compromesso tecnologico. La mia etica digitale mi porta a sacrificare alcune features che apprezzavo dei social commerciali. La libertà e il diritto di privacy impongono necessariamente delle limitazioni quando si parla di strumenti.
6. Quanto è facile per un utente Windows passare a NextRedOS?
Meno difficile di quanto si pensi. La curva di apprendimento esiste ma oggi le distribuzioni Linux moderne hanno colmato molto del divario storico. L'interfaccia è intuitiva, il browser è lo stesso concetto che si usa su Windows, le applicazioni quotidiane (email, ufficio, foto, video) hanno equivalenti immediati già preinstallati. I momenti di attrito tipici riguardano i software proprietari specifici ma per la maggior parte degli usi domestici e d'ufficio il passaggio è quasi indolore. E chi resta bloccato può contare sul supporto della community, nessuno viene lasciato solo davanti a un terminale. E io sono sempre pronto a rispondere. Su Mastodon sono molto attivo, ma anche una semplice email è sufficiente. Se dovessi dire le parti più complesse e critiche per gli utenti medi sono solo l'installazione e il settaggio iniziale, dopo è un normalissimo sistema operativo e anche molto intuitivo!
7. Avete esempi concreti di utilizzo di NextRedOS?
Il primo e più significativo è quello da cui è nato il progetto stesso: un computer di casa trasformato in server sicuro per la domotica. Con Home Assistant preinstallato gestire telecamere IP, sensori di porte e finestre, tapparelle motorizzate e automazioni diventa immediato e tutto resta su hardware tuo, in casa tua. In realtà ho iniziato a fare testing su alcuni PC server che ho installato in altri sistemi. Certo lì non c'è ancora Gnawbit, ma a gennaio rilascerò uno script per l'aggiornamento. Ad ogni modo, sarà necessario un aggiornamento a Gnawbit perché Ratkit ha portato con sé molti bug.
Con Gnawbit questo non deve succedere. In questa versione il mio motto è Testing, Testing, Testing. Proprio qualche giorno fa ho bloccato la versione che ormai avevo deciso di fare uscire per due bug che ho scoperto nell'uso quotidiano di cui uno molto insidioso. Ho fixato, buildato e ora ricomincio a testare fino a novembre.
Ogni versione viene comunque testata su hardware fisico reale prima del rilascio: un approccio che pochi progetti si prendono la briga di seguire preferendo testare su macchine virtuali. Sugli scenari scolastici e associativi sono aperto a progetti pilota e nuove collaborazioni.
8. Quali sono i prossimi passi del progetto?
Ho una roadmap chiara e forse ambiziosa. A novembre 2026 uscirà la pre-release della versione 2.01, chiamata "Gnawbit", basata su Debian 13 "Trixie", seguita dalla release stabile a gennaio 2027. Il focus di questi mesi è la qualità: sto affinando dettagli come la gestione dell'energia e il parco software per garantire un'esperienza senza frizioni fin dal primo avvio. Nel 2028 arriverà invece "Nibbler", la versione 3, basata sul nuovo ramo Debian "Forky" che spero esca per tempo. Oltre alle versioni, i nostri obiettivi sono rafforzare l'ecosistema attorno al progetto, anche con strumenti dedicati alla sicurezza, e far crescere la community di contributori. In questo momento sto lavorando ad una dashboard scritta in python che vede e segnala tutti gli strumenti di Hardening attivi e eventuali criticità. Una dashboard che in automatico mostra tutto. Unico problema è che ci vuole un deamon sempre attivo e privilegiato. Un problema non piccolo se pensiamo all'incremento della superficie d'attacco, spero di uscire nel 2027 con questo software che ho chiamato Secure Burrow.
9. Dove si può scaricare e come contribuire?
Puoi trovare tutto su nextred.it: lì trovi i download, la documentazione per l'installazione passo-passo e gli annunci ufficiali. L'installazione consigliata è da chiavetta USB, e la documentazione ti accompagna in ogni fase, compresa la selezione della lingua e la creazione degli account. Le immagini sono firmate e verifico ogni artifact prima della pubblicazione perché anche la distribuzione deve essere sicura. Per contribuire puoi segnalare bug, tradurre documentazione, testare le pre-release sul tuo hardware o semplicemente parlarne, ogni voce in più nel Fediverso ci aiuta. Come già detto punto molto su Mastodon, l'account è @[email protected]. Anche una semplice condivisione vale oro.

Una tecnologia diversa è possibile, partendo da ciò che abbiamo
NextRedOS è un progetto ancora in evoluzione e la sua idea di fondo è già chiara: non basta parlare di privacy e sovranità digitale, bisogna costruire strumenti che rendano queste possibilità accessibili nella pratica quotidiana. Un computer domestico che gestisce la propria domotica senza dipendere necessariamente da un cloud esterno, un sistema operativo basato su Debian, applicazioni libere e strumenti per partecipare a reti sociali decentralizzate sono esempi concreti di questo approccio.
La sovranità digitale europea non si costruisce soltanto attraverso grandi strategie industriali o decisioni politiche. Passa anche dalla capacità di valorizzare i progetti indipendenti, sostenere il software libero e imparare a scegliere consapevolmente le tecnologie che utilizziamo.
NextRedOS vuole inserirsi proprio in questo percorso: dimostrare che esistono alternative e che costruire un rapporto più libero con la tecnologia è possibile.

NextRedOS al Digital Independence Day di Fedimedia: costruire una distribuzione Linux per l'indipendenza digitale europea
Il percorso di NextRedOS arriverà quindi anche sul palco della SFSCON 2026, la conferenza dedicata al software libero e alle tecnologie open source in programma a Bolzano il 13 e 14 novembre. Il progetto sarà protagonista del Digital Independence Day italiano, organizzato da Fedimedia Italia APS, con una presentazione dedicata alla sicurezza dei sistemi Linux e al ruolo delle tecnologie aperte nella costruzione di una maggiore indipendenza digitale europea.
Il talk: NextRedOS – Building a Hardened Debian-Based Linux Distribution for European Digital Independence
📅 14 novembre 2026, ore 14:00
🔗 Leggi la scheda ufficiale del talk sul sito SFSCON
Come si costruisce una distribuzione Linux pensata per mettere la sicurezza al centro, senza rinunciare alla possibilità di utilizzare il computer ogni giorno? È questa la domanda da cui parte la presentazione di NextRedOS, un progetto basato su Debian che unisce sperimentazione, hardening del sistema e utilizzo di tecnologie aperte.
Il talk illustrerà le principali misure di sicurezza adottate nella distribuzione: dalla cifratura completa del disco tramite LUKS all'integrazione di Secure Boot con registrazione personalizzata delle chiavi MOK, passando per USBGuard, il rafforzamento di PAM e la disabilitazione di moduli del kernel non necessari. Spazio anche alla protezione contro i ransomware, attraverso un approccio a più livelli che combina regole di auditd, snapshot con Timeshift e restrizioni del filesystem sulle directory temporanee. La presentazione approfondirà inoltre l'integrazione di servizi self-hosted come Home Assistant e Vaultwarden tramite Podman, con l'obiettivo di mantenere i container isolati dal sistema di base.
NextRedOS non vuole essere soltanto un esperimento sulla sicurezza informatica, ma anche un sistema operativo utilizzabile nella vita quotidiana. Il progetto ha già pubblicato una release firmata con GPG e verificabile tramite checksum SHA-256, distribuita attraverso piattaforme come GitHub, Codeberg e Forgejo.it. Durante l'incontro saranno condivise le esperienze maturate nello sviluppo, le difficoltà incontrate nel processo di hardening e gli obiettivi futuri.
La partecipazione alla SFSCON rappresenta un'occasione per mostrare come la sovranità digitale possa tradursi in scelte tecniche concrete: utilizzare software libero, rafforzare la sicurezza dei propri sistemi e costruire alternative che non dipendano necessariamente dalle grandi piattaforme proprietarie.
Insieme alle altre realtà coinvolte nel Digital Independence Day, NextRedOS contribuirà al confronto su un tema sempre più centrale per cittadini, associazioni, scuole e pubbliche amministrazioni: la possibilità di scegliere, controllare e comprendere le tecnologie da cui dipendiamo ogni giorno.

Dare nuova vita ai computer con software libero e il fedimercatino
NextRedOS parteciperà al Digital Indipendence Day con realtà impegnate nella promozione del software libero e della sostenibilità tecnologica, tra cui Fedimercatino, KDE Eco con la campagna End of 10.
Il tema si collega direttamente alla filosofia di NextRedOS: un computer ancora funzionante non dovrebbe diventare un rifiuto elettronico soltanto perché il suo sistema operativo non è più supportato o perché il mercato spinge verso l'acquisto di nuovi dispositivi. Una distribuzione Linux basata su Debian può contribuire a prolungare la vita utile di un computer, offrendo un'alternativa ai sistemi proprietari e mettendo a disposizione strumenti per la produttività, la privacy e la sicurezza. Il risultato dipende naturalmente dall'hardware, dalla compatibilità e dalle esigenze di utilizzo, ma il software libero offre possibilità concrete per recuperare dispositivi e ridurre gli sprechi.
La collaborazione con Fedimercatino guarda proprio in questa direzione: unire il recupero e la circolazione di computer rigenerati alla disponibilità di sistemi operativi indipendenti. Il collegamento con KDE Eco e la campagna End of 10 rafforza inoltre il messaggio sulla sostenibilità: allungare la vita dei dispositivi significa contrastare l'obsolescenza e valorizzare le risorse già disponibili. Il Digital Independence Day sarà quindi un'occasione per mettere in relazione progetti diversi che condividono un obiettivo: rendere le persone più libere di scegliere le tecnologie che utilizzano, senza essere costrette a dipendere da un unico fornitore.
La partecipazione di NextRedOS rappresenta anche un'opportunità per far conoscere il progetto, raccogliere suggerimenti e avviare possibili collaborazioni con associazioni, scuole e comunità del software libero.
Approfondimenti e progetti coinvolti
- NextRedOS – La distribuzione Linux e la documentazione del progetto.
- Talk di NextRedOS al Digital Indipendence Day - SFSCON – Programma e descrizione della presentazione.
- Digital Independence Day 2026 – Il programma dell'iniziativa italiana per l'indipendenza digitale.
- SFSCON – La conferenza sul software libero di Bolzano.
- Fedimedia Italia APS – L'associazione che promuove il Digital Independence Day.
- Fedimercatino – Il marketplace federato dedicato alla compravendita e alla circolazione di beni.
- KDE Eco – Il progetto che promuove la sostenibilità del software libero.
- End of 10 – La campagna per continuare a utilizzare i computer anche dopo la fine del supporto a Windows 10.